
Una mattina, mentre stendeva i panni, un ragazzo le chiese se poteva collegare il cellulare per ricaricarlo. «L’host non risponde, il wi-fi non funziona…». Ada lo guardò perplessa: l’host?
Un nome che non aveva mai sentito prima. «Ma qui non ci sono padroni di casa, ci sono i vicini!», borbottò tra sé, ma alla fine lo fece entrare. Preparò un caffè e lo osservò con una curiosità un po’ ostile, mentre lui armeggiava con il caricatore come se fosse l’oggetto più importante del mondo. La moka sbuffava sul fuoco, e Ada pensò che quella, almeno, nessuno avrebbe potuto sostituirla con una capsula dall’aroma ‘vista lago’. Il culmine arrivò una domenica mattina. Ada stava impastando una focaccia, con la radio accesa, sintonizzata su un vecchio programma di dediche, quando sentì la serratura girare. Per un attimo pensò che fosse un ladro, ma la porta si aprì di pochi centimetri e una voce allegra disse: «Ehi darling, ci hanno dato la chiave sbagliata!».
Ada lanciò un urlo che fece tremare i vetri. Davanti a lei c’era una coppia, evidentemente reduce da una notte brava, con le chiavi di un altro appartamento ma convinta che quella fosse la loro stanza.
«Questa è casa mia!» gridò Ada, alzando la mano ancora infarinata. I due indietreggiarono, balbettando scuse in inglese. Chiusero di corsa e scomparvero, trascinando dietro di sé il trolley che fece un rumore metallico sulle scale.
Ada restò immobile, col cuore che martellava e le mani ancora affondate nella pasta. La focaccia non le sembrò più così profumata: casa sua, violata come fosse un albergo qualunque.
Fu quella la scintilla. Decise che non poteva restare a guardare.
Premiato a Scritture di Lago 2026
Premio Regio Insubrica, sezione Racconti Inediti – secondo classificato
Per il secondo anno consecutivo, un mio racconto arriva secondo al Premio Scritture di Lago.
Dopo Matrimonio vista lago, nel 2025, quest’anno è la volta di Camera vista pianerottolo.
Due titoli che potrebbero sembrare cartoline. Ma i miei racconti non sono spot per Como Lake Land. Non celebrano il territorio per come appare nelle fotografie: ne osservano le trasformazioni, le contraddizioni e le crepe.
Camera vista pianerottolo racconta una Como sospesa tra ciò che è stata e ciò che sta diventando. Uno sguardo nostalgico, ma senza indulgenze, sul presente e sul futuro di una città in cui il successo turistico rischia di rendere sempre più difficile la vita di chi la abita.
In un vecchio condominio affacciato sul Lago di Como, Ada vive da quarant’anni circondata da vicini, rumori e consuetudini che hanno trasformato il palazzo in una famiglia allargata.
Quando gli appartamenti vengono progressivamente convertiti in affitti turistici, il microcosmo che conosce da sempre si svuota di relazioni e memoria, sostituito da un incessante via vai di ospiti di passaggio.
Tra trolley, codici digitali e appartamenti anonimi, Ada assiste alla trasformazione della propria casa in un luogo senza più radici.
Con ironia e ostinazione reagisce a modo suo, lasciando messaggi nascosti nelle guide turistiche e ricordando ai visitatori che dietro le cartoline del lago esistono ancora persone, storie e legami autentici.
Un racconto dolceamaro sul turismo contemporaneo, sulla perdita del senso di comunità e sulla resistenza silenziosa di chi continua a custodire l’anima dei luoghi.
Dietro il paesaggio da sogno ci sono case che cambiano destinazione, quartieri che perdono la propria identità e residenti che rischiano di diventare comparse nella città in cui vivono.
Como è il punto di partenza, ma la storia va ben oltre il lago. Parla di un fenomeno che attraversa tante città, in Italia e nel mondo: luoghi sempre più desiderati da chi li visita e, talvolta, sempre meno vivibili per chi li chiama casa.
Il secondo posto è una bella conferma, far parte dell’Antologia è una bellissima opportunità per raggiungere la comunità di chi legge ma, soprattutto, è un’occasione per ribadire un aspetto che mi sta molto a cuore: raccontare un luogo non significa necessariamente celebrarlo. A volte significa avere il coraggio di guardare ciò che la bellezza rischia di nascondere. Il lago di Como non ha certo bisogno dell’ennesimo spot turistico e immagine instagrammabile, anzi, esattamente il contrario. Piu profondità e attenzione a un equilibrio fragile e a una cittadinanza che si sente sempre più categoria in estinzione.
Premio: Scritture di Lago 2026
Sezione: Premio Regio Insubrica – Racconti inediti
Riconoscimento: Secondo classificato
Ambientazione: Como e il Lago di Como

Paola Minussi e il figlio, con Enzo Iacchetti, ambasciatore di Scritture di Lago per l’edizione 2026.
Premio letterario Scritture di Lago 2026
Antologia che raccoglie i racconti finalisti dell’edizione 2026 del concorso “Scritture Lago” promosso dall’associazione LarioIn. Storie inedite, originali che ribadiscono il fascino esercitato dai laghi prealpini su chiunque vi si avvicina con lo spirito aperto, pronto a lasciarsi catturare dalla sua magia e a tradurla in parole, immagini e narrazioni capaci di restituirne l’incanto.
Editore: Elpo Edizioni
Anno edizione: 2026
In commercio dal: 5 novembre 2025
Pagine: 168
ISBN: 979-12-80862-39-6